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A spasso per Granada – Il Sacromonte e le sue Cuevas

Nella nostra passeggiata per la bella città di Granada, abbiamo deciso di costeggiare il fiume Darro, lungo la Carrera del Darro, percorrendola fino alla fine, girando poi a sinistra verso Cuesta del Chapiz.
Dopo aver superato l’archivio Historico Municipàl de Granada e la Scuola di Studi Arabi Casa del Chapiz, abbiamo deciso di girare a destra, e seguire il Camino del Sacromonte, per visitare questo tipico quartiere di Granada, inerpicato sulle colline.

Il Sacromonte, chiamato anche “Sacramonte” dai locali, è infatti il quartiere della città di Granada famoso per essere il quartiere abitato dai gitani.

Di questa loro cultura è impregnato ogni angolo di questa parte di città. Frontale al complesso dell’Alhambra e confinante col quartiere dell’Albayzin, quello del Sacromonte è un quartiere che merita di essere girato in lungo ed in largo. La parte residenziale è decorata con le famose “cuevas”, le grotte che i gitani hanno adibito a loro abitazione.
Per noi italiani, questi complessi ricordano vagamente i caratteristici sassi di Matera.

Vista sull'Alhambra dal Sacromonte di Granada.
Vista sull’Alhambra dal Sacromonte di Granada.


I nostri passi ci portano alla Fuente de la Amapola: una piccola fontanella da cui sgorga acqua fresca che ci ha colpito per l’iscrizione della sua targa.

«Cuánto me gustaría
ser la fuente de mi barrio
pa’ cuando pases y bebas
sentir muy cerca tus labios»

Che tradotto, in maniera piuttosto grezza col nostro scarso spagnolo, vuol dire: “Quanto mi piacerebbe essere la fonte del mio quartiere”. Romantica, non trovate? 🙂

Fuente de la Amapola, Sacromonte.
Fuente de la Amapola, Sacromonte.

Continuando lungo il Camino del Sacromonte, si raggiunge abbastanza agilmente la parte religiosa del quartiere, costituita dall’Eremo del Sacromonte con la relativa Abbazia, dove vengono conservati una serie di reliquie e testi degni di menzione.

Nella zona del Sacromonte, i gitani comunicano tra di loro con un dialetto denominato “calò”, ballano il flamenco e si esibiscono nelle loro Cuevas per il piacere agli occhi dei passanti.
Camminando tra le vie, puoi trovare facilmente bar e ristoranti ricavati nelle grotte, e magari qualche finestra sarà aperta, permettendoti di sbirciare all’interno di queste abitazioni caratteristiche.

Durante le ore del giorno, il quartiere Sacromonte è piuttosto silenzioso ed ovattato, ma la sera si trasforma nuovamente in un quartiere vivace e movimentato. Inoltre, durante il giorno dal Sacromonte si può ammirare una magnifica vista sulla città di Granada, come il quartiere Albaicin e l’Alhambra.

Lungo  il nostro cammino, ci siamo imbattuti nella statua di Chorrojumo.
Incuriositi, abbiamo letto il cartello e chiesto indicazioni in merito a questa figura.
Ebbene, Chorrojumo è noto al popolo gitano come el rey de los gitanos, “il Re dei Gitani”, poiché ha contribuito a mantenere vive le tradizioni di questo popolo. Vestito in abiti tradizionali, questo patriarca Gitano passava le sue giornate a raccontare storie ed aneddoti ai turisti di queste zone.

La statua di Chorrojumo, il re dei Gitani, al Sacromonte
La statua di Chorrojumo, il re dei Gitani, al Sacromonte


Il suo carisma e l’abbigliamento caratteristico lo portarono ad essere ricercato e ben voluto, tant’è che molti lo avvicinavano per chiedergli delle fotografie: molte di queste foto sono on line a disposizione del curioso pubblico del web.


Ma ci sono altre cose da vedere a Granada. Eccone alcune, secondo i nostri occhi:
l’Alhambra ed il Generalife;
Albayzin, il quartiere arabo;
Granada, città tra emiri e gitani.

Residenza Universitaria Carmen de la Victoria, Granada - Vista sull'Alhambra
Residenza Universitaria Carmen de la Victoria, Granada

Vista sull’Alhambra

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Pubblicato da soffiodizefiro

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