Giorno 9 – Cliffs of Moher, The Burren, Aillwee Cave

Continua il nostro tour dell’Irlanda! 😀
Siamo oramai giunti al penultimo giorno di questa grande avventura nella terra di Irlanda, e ci aspettava una giornata bella piena… ma non ci rendevamo conto di quanto fosse davvero piena!! 😀
Ecco perché il giorno precedente ci eravamo intrattenuti presso il Bunratty Castle and folk park, trascorrendo una giornata piacevolissima ma non faticosa. Difatti in questa giornata, avremmo dovuto fronteggiare un bell’itinerario… Le famose Cliffs of Moher e la terra del Burren ci attendevano!
Facciamo anche qui una abbondante colazione, con l’intenzione di lasciarci Bunratty alle spalle.
Eppure, al momento dei saluti con i proprietari della casa, ci fermiamo a parlare e, sapendo che nei giorni precedenti eravamo già stati alle Dunmore Cave e alle Mitchelstown, non ci suggeriscono di visitare le Aillwee Cave, proprio nel Burren, per completare il trittico, la famosa “triade irlandese” delle caverne, lasciandoci anche del materiale cartaceo di svariate attrazioni locali e del circondario.

Accettiamo di buon grado il loro consiglio, e aggiungiamo così, last minute, una mera ad una giornata già bella piena di suo! 😀
Prendiamo le nostre cose e salutiamo Bunratty di buon mattino e ci avviamo verso le Cliffs of Moher. Durante la guida, nell’attesa di arrivare, decidiamo di prendere una strada panoramica, in maniera da poter osservare altri paesaggi della bella Irlanda, e nelle poche soste lungo il tragitto, ne approfittiamo per scattare alcune foto e leggere i vari volantini che ci avevano dato i proprietari del B&B dove avevamo sostato la sera prima. Ebbene, proprio Carlo si accorge che lungo la strada che ci avrebbe portato dalle Cliffs of Moher alle Aillwee Cave, passando per la città di Lisdoorvanna, si trovava una famosa Smokehouse dove potevamo osservare come gli irlandesi preparavano il loro tipico salmone affumicato.
Ebbene.. Quella che sembrava essere una giornata naturalistica, si arricchisce di altre due tappe.
Sperando di non fare tardi sulla tabella di marcia per non perderci nulla di quello che volevamo vedere, arriviamo al parcheggio sottostante le Cliffs of Moher.


Non facciamo in tempo ad avvicinarci al percorso verso le scogliere che già ci rendiamo conto di essere in balia delle correnti oceaniche. Uno spettacolo sconvolgente. Mentre il cielo si confondeva con l’azzurro delle acque dell’oceano ed il sole cominciava a scaldare la temperatura, un vento tagliente ci gelava le guance! 🙂 Ci armiamo di Kway, cappucci, sciarpe e chi più ne ha più ne metta, e ci avviamo per la scarpinata.
a partire dal punto base, dove troverete un centro di accoglienza con servizi igienici, abbiamo deciso di prendere il sentiero verso sinistra, costeggiando le celebri Cliffs of Moher, con un’adrenalina fortissima. Eravamo impazienti di vedere queste cave naturalistiche che avevamo già visto in mille documentari ed in mille film, come il celeberrimo Harry Potter.
All’inizio di questo cammino, una iscrizione, a memoria delle numerose vittime che nelle scogliere hanno perso la vita. Qualcuno, vittima di tristi suicidi, altri vittima invece di disgraziati casi del destino. Ecco uno dei motivi per cui, nei bar del centro di accoglienza, non vendono alcolici. Inoltre, data l’altezza delle scogliere ed il fortissimo vento, lungo il percorso, siamo incappati in numerosi cartelli che vietavano di sporgersi e di usare droni.
Ci rendiamo conto da questi aneddoti di quanto le scogliere siano ancora più maestose di come ce le fossimo in precedenza immaginate, ed incamminandoci sul loro limitare, rimaniamo semplicemente stregati dalla vista e dall’atmosfera.
Seguiamo fino a che ci è stato possibile, il cammino predisposto  e protetto da delle lastre di pietra orizzontali. Terminato questo percorso “ufficiale”, un cartello ci avverte che, se avessimo deciso di continuare, non saremmo più stati sotto la responsabilità del centro. Difatti da qui si aprivano sentieri che costeggiavano le scogliere, senza parapetti o misure di sicurezza, ma comunque percorribili.
Di certo, però, siamo sinceri, sconsigliamo questi sentieri a chi soffre di vertigini 😉
Continuiamo finchè il forte vento non ci rende impossibile il procedere. Vi giuriamo che il vento era così forte da spostarci!! Queste foto scattate nel lato destro della scogliera ve lo dimostreranno:

Percorriamo i percorsi delle Cliffs of Moher da entrambi i lati, bagnandoci di umidità e prendendo abbastanza freddo, finchè non decidiamo che sia il caso di andarcene, per dirigerci verso la Burren Smokehouse.
Ci scaldiamo, non lo neghiamo, con le ventole dell’aria calda della macchina, e anche qui, dopo aver compiuto un tragitto panoramico, ci fermiamo a Lisdoorvanna, trovando la Burren Smokehouse con facilità, grazie al navigatore.
Qui troviamo una piccola bottega, predisposta a punto vendita delle tante specialità della zona. Nello specifico, il negozio prediligeva la vendita di salmone affumicato, aromatizzato e non, di loro produzione.
Subito dietro alla sala dove era possibile degustare e comperare i prodotti, una piccola stanza era adibita ad auditorium e abbiamo avuto modo di assistere ad un documentario riguardo  l’affumicatura dei salmoni. Insomma, un documentario molto apprezzato e apprezzabile da chi, come noi, è appassionato di cucina e di tipicità. Difatti, ne siamo rimasti particolarmente stupiti, tanto da prendere biglietti da visita e contatti con la Smokehouse.
Nello stabile poco più giù, il paradiso degli appassionati di gastronomia.
Difatti a pochi metri, si stagliava una piccola costruzione rossa, gestita dalla stessa famiglia che curava la Smokehouse. Al suo interno venivano serviti diversi piatti a base di salmone affumicato di loro produzione e una birra artigianale… Insomma, ne rimaniamo incantati e ci rifocilliamo a dovere dopo una mattina dove il freddo oceanico ci era entrato nelle ossa.
Dopo esserci riposati a dovere, ritorniamo su strada, con l’obiettivo di visitare le Aillwee Cave, e la regione del Burren, famosa per la sua natura selvaggia.
Arriviamo dopo poco alle Aillwee cave. Le attività da fare al loro interno sono numerosissime: c’è la possibilità di visitare le caverne, oppure di fermarsi nei caffè al suo interno, o visitare la bottega di prodotti e formaggi tipici, o ancora, visitare un’area dedicata agli uccelli selvatici, come falchi, gufi, civette e molto altro. Noi decidiamo di visitare solo la grotta e fermarci alla bottega di tipicità, ma nel camminare abbiamo persino avuto modo di osservare il Birds of Pray centre da fuori.
Le Aillwee cave sono rimaste, secondo il nostro gusto, meno coinvolgenti delle Dunmore o Mitchelstown, forse perché perdono un pochino l’area selvaggia che invece pervade ad esempio, le Mitchelstown Caves.
Tuttavia, dal punto di vista turistico, sono molto ben organizzate, con tour guidati, shop, e uno staff molto preparato che ci ha guidato all’interno delle caverne, piene di stalattiti e stalagmiti, ma contenenti anche le ossa di orso, che abitava probabilmente la caverna milioni di anni fa.

Sì, quello lassù è Carlo!!

Che ci crediate o no, tra Cliffs of Moher, Burren Smokehouse ed Aillwee Cave, iniziavamo ad accusare la stanchezza di una giornata così piena, ma non demordiamo. Ci attardiamo alla bottega delle Aillwee Cave, comperando dei formaggi e una cena al sacco che avremmo gustato dopo una doccia calda al B&B prenotato per l’imminente nottate.
Ci armiamo allora di tutte le nostre energie e ci dedichiamo alla scoperta del territorio del Burren, attraverso strade panoramiche. La regione del Burren ci colpisce per la sua terra, fatta di strati di rocce così particolari da catturare ad ogni momento la nostra attenzione. Le colline dell’area sono formate difatti da un suolo calcareo e pieno di tagli lineari (gli esperti ci perdoneranno, se il nostro lessico non è corretto! 😀 ). 

 

 

Tra queste suggestive rocce, una flora dai colori brillanti, dal verde delle foglie, all’azzurro dei fiori.
Uno spettacolo così affascinante, che per attraversare il Burren da turista, è espressamente richiesto il rispetto del “Burren Code”, un codice di comportamento che vieta di toccare, smuovere, spostare i massi o le rocce, e di rispettare ogni forma della natura circostante. La naturalezza e la connotazione fortemente selvaggia di queste terre ci hanno fatto subito innamorare di questa regione d’Irlanda.
iniziava comunque a farsi tardo pomeriggio, così ci muoviamo verso Ogonnelloe, dove si sarebbe trovato il nostro prossimo B&B, e ci dirigiamo lì, stanchi ma estremamente estasiati dalla bellezza della giornata passata.
Abbiamo bisogno di scaldarci con una doccia calda.

 

E subito dopo, facciamo cena con le primizie acquistate alla bottega delle Aillwee Cave:
– formaggio del Burren, affumicato di loro produzione
– formaggio al pepe nero, anch’esso di loro produzione
– biscotti salati di fiocchi di avena
– barattoli di Ballymaloe Relish, una confettura di pomodori
– idromele della Bunratty winery (di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa…)


Ci rifocilliamo, ma il letto era così comodo, e finalmente era così caldo, che stavamo proprio crollando dal  sonno. Ci addormentiamo subito, estremamente soddisfatti dalla giornata, e preparati ad affrontare l’indomani, il nostro ultimo giorno da turisti in terra di Irlanda.

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