Urbisaglia: dagli antichi romani ai giorni nostri

Continua la nostra magica giornata nell’entroterra maceratese alla scoperta dell’Abbadia di Fiastra e della città di Urbisaglia.
Parlandovi di quest’ultima, ammettiamo di aver iniziato la nostra gita dal centro cittadino.
Ma prima, come sempre, un po’ di storia ci aiuterà a comprendere meglio cosa c’è da vedere….

Urbisaglia
Urbisaglia

La città di Urbisaglia nasce già all’epoca degli antichi Romani, col nome di Urbs Salvia, che stava ad indicare “città della dea Salus”. La dea Salus, nella religione degli antichi romani, proteggeva la salute del popolo, sia come saluta fisica , sia nel senso di prosperità e ricchezza. La particolare devozione della popolazione alla dea si aveva anche grazie all’abbondanza di sorgenti di acqua purissima  che sgorgava da vari canali da sotto il terreno. Ampliamente ricostruita nel I secolo dopo Cristo, possiamo ancora ammirarne monumenti e creazioni di quell’epoca.

Pochi secoli dopo, tuttavia inizia il declino e gli abitanti abbandonarono la città romana per rifugiardi gradualmente sulla sommità della collina, dando origine al Castro de Orbesallia.
Nei primi secoli dopo l’anno mille, vive di fama riflessa dell’Abbadia di Fiastra e del polo religioso che era diventata.
Solo sotto il periodo del governo pontificio precedente all’unità di Italia si ebbe la fortuna di effettuare i primi scavi della città romana vecchia.

Stemma di Urbisaglia
Stemma di Urbisaglia

Parcheggiando fuori dalle mura, ci siamo dedicati ad una passeggiata nel centro cittadino dove abbiamo visto la Rocca, con il suo Mastio imponente.
Nata come edificio di Architettura militare, la  Rocca di Urbisaglia è una fortificazione militare eretta per volontà del comune di Tolentino all’inizio del Cinquecento, su resti di fortificazioni precedenti, nel punto più alto della città, probabilmente sopra l’Arce o il Campidoglio della vecchia città romana.

Rocca di Urbisaglia
Rocca di Urbisaglia

La sua posizione infatti domina l’intero spazio cittadino.  L’alto mastio che fungeva da abitazione per la guarnigione militare e lo scopo principale della Rocca era proprio quello di controllare la popolazione ed eventuali ribellioni.
La rocca è stata negli anni ritoccata e ha perso molto della sua struttura originaria, ma ancora è possibile ammirarne il mastio ed alcune architetture interne.

Il Mastio di Urbisaglia
Il Mastio di Urbisaglia

Urbisaglia, come altre città dell’entroterra, ha risentito del terremoto dell’agosto 2016 e purtroppo la merlatura del mastio è stata puntellata per sostenerla. Tuttavia è ancora possibile visitare la rocca dall’interno con un biglietto dal costo irrisorio di 2€. Il costo di una colazione al bar, che abbiamo speso più che volentieri per visitare questa architettura cittadina, e per sostenere il turismo locale.
nella città potrete visitare numerosi altri punti di interesse, come la cisterna dell’acquedotto romano, il museo Archeologico e numerose chiese.
nel nostro caso, avendo solo una giornata a disposizione, ci siamo dedicati alla nostra grande passione per la storia dell’Antica  Roma, facendo un viaggio nella parte romana di Urbisaglia.

L’intero parco archeologico di Urbs Salvia si estende per circa 40 ettari e anche qui, per la visita guidata, il costo è di 5€. Una cifra piccola ed abbordabilissima che ci permette di fare un viaggio nel tempo mozzafiato. Abbiamo avuto modo di vedere il serbatoio dell’antica città romana non appena arrivati verso il centro città. Esso, infatti, si trova poco fuori le mura, nella parte alta del monte, proprio perché l’acqua doveva scendere dall’alto, grazie ad un sistema di condotti sotterranei, sino al fondo valle, dove era insediata la città con i suoi edifici, con un sistema di terrazzamento del declivio collinare.
Da lì, ci siamo diretti  con l’automobile verso il fondo valle per ammirare il resto della città romana.
Una gentilissima guida ci spiega che proprio sotto l’attuale strada provinciale 78 che percorriamo in automobile, un tempo c’era la Salaria Gallica. Difatti ancora oggi è possibile vedere la porta che un tempo consentiva l’ingresso in città, con le mura a protezione.
Poco fuori da queste mura, uno splendido anfiteatro ancora ben conservato.

Anfiteatro di Urbisaglia
Anfiteatro di Urbisaglia

Si può entrare al suo interno e se ne possono ammirare gli spalti che potevano far accomodare più di 5.000 spettatori! Secondo fonti storiche, fu fatto erigere intorno all’81 d.C. da Lucio Flavio Silva Nonio Basso. L’edificio è ben conservato tant’è che si possano vedere e percorrere il primo ordine di gradini ed il primo livello dei vomitoria (ingressi laterali tipici degli anfiteatri).
Per gli amanti della tecnologia… armatevi di smartphone!
l’anfiteatro difatti è sede di due “TIME GATE PORTAL”: portali con codice qr, che vi faranno vivere una esperienza sensazionale del luogo!

Da qui, a piedi, ci avviamo verso il Tempio e Criptoportico.
Di questa struttura è rimasto solo il primo piano. Nello specifico, il Criptoportico è una struttura semi-sotterranea formata da quattro gallerie che circondano il Tempio e proprio qui abbiamo ammirato la cosa che ci ha lasciati più stupefatti: la splendida conservazione degli affreschi che dall’età Augustea che sono arrivati fino a noi, ancora con colori brillanti.

Parte degli Affreschi del Criptoportico
Parte degli Affreschi del Criptoportico

Questi affreschi rappresentano i trofei di guerra presi dai nemici ed alcuni simboli tipici della romanità, come ad esempio scene di caccia o maschere con funzione apotropaica.

Cosa ancora più affascinante… tra i reperti del luogo, persino dei mattoni marchiati da colui che li aveva costruiti e stampati. Un lavoro di artigianato di 2000 anni fa, che porta ai giorni nostri il nome di colui che li aveva portati alla vita. Fantastico!

Usciti dal tempo, abbiamo preso il ponte che oltrepassa la Statale, che ormai per noi era tornata ad essere la cara e vecchia Via Salaria, e  con una breve passeggiata abbiamo percorso parte del monte in salita. Qui abbiamo potuto vedere il Teatro.
Anche se non aperto al pubblico, è possibile vederne da fuori la sagoma ed alcuni dettagli di notevole interesse. Esso è stato costruito negli anni precedenti il 23 dC e poteva raccogliere secondo le stime 12.000 spettatori circa.

La maestosità dell’area archeologica romana di Urbisaglia ci fa sperare e sognare che sotto i nostri piedi e sotto quel pendio collinare ci siano ancora interi edifici pronti per venire alla luce e raccontare la loro storia.
per questo vogliamo anche qui lanciare un appello alla Sovrintendenza ed agli appassionati, affinchè incoraggino e finanzino nuove attività di scavo.
Siamo impazienti di scoprire le nostre radici, non solo per incoraggiare il turismo che è fonte di lavoro importantissima per la nostra economia, ma anche per ritrovarsi, in una pagina della nostra storia che ci appartiene.

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